Mi hanno regalato il disco in vinile di quel gran capolavoro che è “Harvest” di Neil Young e mi è tornata in mente questa storia.
Nel disco di Young c’è la canzone “Alabama” (testo qui ) in cui, sia pure con linguaggio poetico, l’autore dice esplicitamente cose tipo “Alabama, hai questo peso sulle spalle (…) la tua Cadillac ha una ruota nel fosso (…) Sono venuto da te e ho visto questo sfacelo / Cosa stai facendo, Alabama? (…) Cosa non sta funzionando?”, con un chiaro riferimento all’arretratezza e al razzismo di quelle zone.
“Alabama” è del 1971. Tre anni dopo i Lynyrd Skynyrd (già il nome del gruppo è un programma: è la storpiatura del nome di un insegnante di educazione fisica noto per essere contrario alla moda maschile dei capelli lunghi) rispondono a Neil Young in una strofa della celeberrima canzone “Sweet home Alabama”: “Ho sentito il Sig. Young cantare di lei / Ho sentito il vecchio Neil che ne parlava male / Beh, spero Neil Young si ricordi / che noi del sud non lo vogliamo da queste parti”.
La cosa buffa è che io, forse sviato dalla musica (più malinconica quella di Young, decisamente leggera e ottimista quella dei Lynyrd Skynyrd), o dall’immagine più riottosa e solitaria del cantante di origine canadese, ho sempre pensato che fosse stato lui a dire qualcosa di troppo conservatore e ad essere poi redarguito dalla band del Sud. Invece era il contrario, o meglio, Neil Young ha scritto una canzone impegnata e i dissacranti Lynyrd Skynyrd gli hanno sostanzialmente detto di non rompere le palle…
La segregazione razziale è divenuta illegale negli USA nel 1964, e il diritto di voto agli afroamericani è stato garantito nel 1965. Ma negli Stati Uniti per votare occorre registrarsi, e per esercitare in pratica questo diritto furono necessarie, in Alabama, famose e combattutissime manifestazioni di protesta.
